Frontespizio del libro.
 
  Il Capitolo a pag. 33 riguardante la descrizione del passaggio per Velletri.
 
 

PER  IL  VIAGGIO  DA  ROMA  A  NAPOLI.
Concernente le Poste,
e quello che si ritrova per la strada.


Descritto da
GAETANO PRESTANTI
Corriere di Gabinetto di S.A.R.
IL SERENISSIMO GRANDUCA DI TOSCANA.*

 
 

R O M A.
Porta San Giovanni.

Da Roma alla Torre di mezza Via, Posta, e mezzo per esser Posta Reale, e di miglia 8.
Partendo da Roma per Napoli dalla Porta San Giovanni per strada mediocre, e alla distanza di tre miglia, si trova sulla mano dritta un Torrone tondo, denominato Capo di Bove, e sulla mano manca alcuni Archi antichi, e in parte diroccati, che erano quelli, che conducevano l'acque anticamente a Roma; di qui si seguita sino alla Posta suddetta, denominata Torre di mezza Via.

     

    PORTA DI S. GIOVANNI AL DI FUORI DELLA CITTÀ

     

T O R R E   D I   M E Z Z A   VIA.
Casa sola in Campagna.

Da Torre di mezza Via a Marino Posta di miglia 6. e miglia 14. da Roma.
Si cammina per strada non troppo buona, e per il tratto della medesima, si osservano molte fabbriche diroccate antiche, quali anticamente si univano con Roma, e Albano.
Dipoi sulla mano dritta, si vede nella falda della Montagna Castel Gandolfo, dove è un magnifico Palazzo d'attenenza della Camera Apostolica, ove và Sua Santità in Villeggiatura.
Sulla manca poi si osserva sotto la Montagna la Città di Frascati, luogo di delizie, dove vi sono molte Ville, e Palazzi, e la Villa più particolare, per la copia d'acque, e scherzi simili si è quella della Casa Panfili.
Dopo questa strada si entra in Marino, Feudo di Casa Colonna, ove si dice farà la Muta dei Cavalli per servizio di Sua Maestà la Regina di Napoli.

     

    SEPOLCRO DI LUCINIANO A TORRE DI MEZZA VIA PRIMA POSTA

     

     

    VIA DI ALBANO, AI LATI VI SONO I SEPOLCRI ANTICHI

     

     

    VEDUTA DI CASTEL GANDOLFO

     

M A R I N O.
Castello di mediocre popolazione.

Da Marino alla Fajola Posta di miglia 6. e miglia 20. da Roma.
Persi trova questa Posta si trova una pessima Montagna, sopra della quale vi è un Romitorio, chiamato Monte Cavo, e sotto al detto si vede un Castello chiamato Rocca del Papa.
Proseguendo il cammino, si rivede il già detto Castel Gandolfo, e passando più avanti, si trova una salita con una Croce di legno in piedi, che denota il Convento detto di Palazzola, dove sono Religiosi Francescani.

     

    CONVENTO PALAZZOLA SULLA VIA CORRIERA

     

F A J O L A.
Casa sola in Campagna.

Dalla Fajola a Velletri, Posta di miglia 6. e miglia 26. da Roma.
Poco dopo detta Posta si trova una Casetta, dove sta la Guardia dei Soldati Corsi, che sono per la cura dei Passeggieri, dopo quella Casa si entra in una pianura, ove nel 1744 era accampata sulla dritta l'Armata Austriaca, che era comandata, dal Generale Principe Lochovitz.
Nella proprietà poi del Monte, sulla manca vi era l'Armata Spagnola e vi aveva piantata la Batteria dei Cannoni, che tiravano al Campo Austriaco, e seguitando il cammino, si giunge in Velletri.

     

    PORTA DI INGRESSO ALLA ARICIA

     

     

    PIAZZA DELLA ARICIA

     

     

    GALLERIA ARICIA, STRADA CORRIERA VERSO LA FAJOLA

     

V E L L E T R I.
Città grande, e molto popolata, dove è un
Palazzo magnifico del sig. Duca Gaetani.

Da Velletri alle Case fondate, Posta di miglia 8. e miglia 34. da Roma.
Partendo da Velletri sulla dritta in lontananza di tre Leghe circa di Germania si vede il Mare, e poco distante dal cammino si vede Civita Lavinia, e sopra di Monte poco distante un Castello diroccato, chiamato Monte San Gennaro.
Circa una lega lontano da Velletri si trovano due Canali, chiamati Castel Ginnetti, spettanti alla Casa Lancellotti, e più avanti si trova sulla sinistra un altro Canale, chiamato Torretta di proprietà di Casa Borghese, e questo rimane poco prima di arrivare al piccolo Bosco della Posta di Case fondate, e di qui si vede Cisterna, Feudo del Duca Gaetani e si giunge alla detta Posta.

     

    CASTEL SAN GENNARO DETTO CASTELLACCIO

     

     

    INGRESSO DI VELLETRI

     

     

    PIAZZA E TORRE DEL TRIVIO

     

     

    VIA CORRIERA E CHIESA SAN MARTINO

     

C A S E     F O N D A T E.
Borghetto di poche Case.

Dalle Case fondate a Sermoneta, Posta di miglia 8. e miglia 42. da Roma.
Si seguita il cammino per strada non molto buona, e si và a Sermoneta, ma sulla sinistra si trovano alla Falda delle Montagne, Norma, e Ninfa, parimente di Casa Gaetani.

     

    VEDUTA DI CISTERNA PRESA SOTTO AL PORTICO POSTA

     

S E R M O N E T A.
Posta sola in Campagna.

Da Serrmoneta alle Case nuove, Posta di miglia 7. e miglia 49. da Roma.
Subito fuori di Sermoneta si passa alla Catena, dove la Casa Gaetani gode il privilegio della Gabella del Passo, e poco doppo questa Catena si trova un acqua, che nasce dalla miniera dello Solfo, ch'è poco distante.
Proseguendo il cammino, verso la Posta di Case nuove, si vede sulla sinistra la Città di Sezze e sotto Sezze una Chiesa con un Osteria, chiamata Acqua Viva, e poi si giunge alla detta Posta.

     

    VEDUTA DI TOR TRE PONTI OSSIA PONTE ANTICO DI TRAJANO

     

C A S E     N U O V E.
Borghetto di poche Case.

Da Case nuove a Piperno, Posta di miglia 6. e miglia 55. da Roma.
Si seguita per strada mediocre, e fatta mezza Posta, si volta alla mano sinistra a vista di Piperno, e si và a Rocca Gorga, Feudo del Signor Cardinale Orsini, dove alloggerà la Maestà della Regina di Napoli.
Dipoi si parte da Rocca Gorga, e si prosegue a Piperno per il tratto di circa miglia 5. ma qui si dubita, che si prosegua direttamente da Rocca Gorga ai Murruti, per evitare l'incomodo della Montagna di Piperno, ch'è di circa miglia tre di salita, e miglia due di calata, e per questa strada sarebbe il viaggio più facile, quando però venga messa in buon grado.
Quando poi si deva fare la strada per Piperno, è necessario far questa gran Montagna con dell'incomodo assai.

     

    PONTE MAGGIORE, IN DISTANZA VEDESI IL MONTE CIRCEO

     

P I P E R N O.
Piccolo Castello, e in cima alla Montagna.

Da Piperno ai Marruti, Posta di miglia 9. e miglia 73. da Roma.
Subito da detta Posta si comincia a calare per corso di due miglia, e appiè della calata, si trova sulla manca un Monastero, chiamato Fossa nova, e seguitando il cammino, si giunge alla Posta de' Marruti.


M A R R U T I.
Casa sola in Campagna.

Da Marruti a Terracina, Posta di miglia 9. e miglia 73. da Roma.
Per questa Posta, e alla dritta del cammino si osservano tutti Paludi, che hanno la comunicazione col Mare, quali Paludi sono copiosi di anguille, tinche, ed in alcuni luoghi di spigole, e cefali, Pesci che entrano dal Mare nell'acque dolci, ma prima di giungere alla Posta di Terracina si trova una Torre antica abbandonata.

     

    LA MESA POSTA MARRUTI

     

T E R R A C I N A.
Città di poca popolazione.

Da Terracina si và a Fondi Posta, e mezza di miglia 9. e miglia 82 da Roma.
Si parte dalla detta Posta, e si lascia la Città alla mano manca, si prosegue il cammino alla Torre dell'Epitaffio, confine con lo stato Ecclesiastico, dove si dice sarà incontrada S. M. la Regina da Sua Maestà il Re di Napoli suo Sposo.
Prima di arrivare all'Epitaffio suddetto si trova una Torre poco distante da Terracina, dove risiede una Guardia, e dopo detta Torre se ne trova un altra abbandonata.
Ai Confini del Regno di Napoli, vi è una Catena con una Casa, e Posta, che la notte sta serrata, e si chiama la Portella, e tutti quelli, che vogliono passare è necessario che si facciano visitare per il Dazio da Dogana, e faccino vedere il Passaporto di dove provengono, che altrimenti non vi è ingresso.
Sulla destra di detta strada, si vede un Lago, benchè si estenda nello Stato Pontificio è di proprietà del Principe di Fondi, primo Castello che si trova nel Regno di Napoli.

     

    TORRE EPITAFIO MEZZO MIGLIO DA TERRACINA

     

     

    TERRACINA AVANTI SI VEDE IL PALAZZO
    COMUNALE ED IL FIUME DETTO ASTURA

     

     

    VEDUTA DELL'AMPIA STRADA DI TERRACINA
    E LA PORTA CHE CONDUCE A NAPOLI

     

     

    STRADA DELLA POSTA ALL'ARCO DI GIOVE

     

     

    MONUMENTO ANTICO AI FRANCESCANI FRA
    TERRACINA E FONDI ED IN DISTANZA
    VEDESI IL MONTE CIRCEO

     

F O N D I.
Castello molto forte.

Da Fondi a Idri, Posta di miglia 7. e miglia 89. da Roma.
Da questa Posta si sale la Montagna di S. Andrea coperta di Boscaglia, e molti Uliveti, e si cammina per il corso di circa miglia quattro, e dipoi insensibilmente si giunge alla Posta di Idri.

     

    PORTELLO DISTANTE CIRCA SEI MIGLIA DA EPITAFIO

     

     

    PIAZZA DI FONDI SULLA VIA CORRIERA DI NAPOLI

     

     

    PORTA DI FONDI DALLA PARTE CHE GUARDA NAPOLI

     

     

    GROTTA AL LAGO DI FONDI

     

I D R I.
Castello di poche Case.

Da Idri a Mola di Gaeta, Posta di miglia 8. e miglia 97. da Roma.
Si parte da detta Posta per la calata, che insensibilmente conduce a Mola di Gaeta, e per questa Posta poco piano si trova, ma la detta calata è così placida, che appena si fa distinguere.

     

    IDRI INGRESSO ALLA CITTADELLA

     

M O L A   D I   G A E T A.
Citta ben grande, e di una Popolazione mediocre,
e che è alla spalla del Mare.

Da Mola di Gaeta a Garigliano, Posta di miglia 7. e miglia 104. da Roma.
Si parte dalla Posta, che rimane in vista al Mare alla mano sinistra, subito fuori poco dalla medesima si trova la Dogana, che visita per il dazio delle mercanzie, e tutto quello che i Passeggieri potessero avere da dazio, e si prosegue alla Posta di Garigliano.
Giunti alla suddetta Posta, si passa il Fiume di Garigliano con la Barca all'uso di Lombardia, che si chiama la Scafa.

     

    MONUMENTO SEPOLCRALE FRA FONDI E MOLA DI GAETA

     

     

    FONTANA ANTICA A MOLA DI GAETA SULLA VIA APPIA

     

     

    AVANZI DELLA VILLA DI CICERONE A MOLA DI GAETA

     

     

    INGRESSO A MOLA DI GAETA CHE GUARDA NAPOLI

     

G A R I G L I A N O.
Casa sola in Campagna.

Da Garigliano a Sant'Agata, Posta di miglia 8. e miglia 112. da Roma.
Si seguita per il corso di miglia 3. alla spalla del Fiume Garigliano, alla mano sinistra, e di poi per strada mediocre si giunge a Sant'Agata.

     

    SEPOLCRO CREDUTO DI CICERONE

     

S A N T '  A G A T A.
Casa sola in Campagna.

Da Sant'Agata alla Torre di Francolisso, Posta di miglia 7. e miglia 119. da Roma.
Questa strada è mediocre, e tutta in basto rovescio con molto selciato antico, se non viene restaurata in questa congiuntura.

     

    CATTEDRALE DI SESSA VICINO A S. AGATA

     

     

    PONTE PRESSO SESSA VICINO A S. AGATA

     

F R A N C O L I S S O.
Castello di mediocre popolazione.

Da Francolisse a Capua, Posta di miglia 9. e miglia 128 da Roma.
Si parte dalla Posta, e si lascia il Castello alla mano manca, e si seguita il cammino per Capua.

C A P U A.
Città ben custodita, con Fortezza, e molta truppa di Soldati.

Da Capua a Avversa, Posta di miglia 8. e miglia 136. da Roma.
Si parte da Capua, si trovano tanto nell'entrare, che nel sortire quattro Sentinelle, le quali sono per accompagnare tutti i Passeggieri al Comandante di detta Piazza, e per quelli che non hanno il Passaporto, non vi è ingresso, e si seguita il cammino all'altra Posta.

     

    PIAZZA DEI GIUDICI IN CAPUA NUOVA

     

     

    MONUMENTO A FOGGIA DI ARCO TRIONFALE A CAPUA

     

     

    AVANZI DELL' ANFITEATRO A CAPUA

     

     

    SEPOLCRO ANTICO DETTO LA CONOCCHIA

     

A V V E R S A.
Luogo di mediocre Popolazione.

Da Avversa a Napoli, Posta di miglia 9. e miglia 145. da Roma.
Per il tratto di questa Posta, si trovano dei Borghetti, e Case separate di particolari, e a mezza Posta vi è un luogo, che si chiama Capo di Chino, dove si fa la visita per la Dogana; per questa strada si trova una buona parte di calata placidissima, e seguitando si giunge a Napoli.

     

    VEDUTA DI AVERSA DALLA PARTE CHE GUARDA NAPOLI

     

     

    NAPOLI INGRESSO A PORTA CAPUANA

     

     

    ARCO DI ALFONSO NEL CASTEL NUOVO DI NAPOLI

     

     

    NAPOLI PRESO DA POSILIPPO

     

IN FIRENZE L'ANNO MDCCLXVII
Nella Stamperia di S.A.R. per Gaetano Cambiagi.
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CON LICENZA DE' SUPERIORI.





 

Il Postiglione

 

IL POSTIGLIONE
Una delle figure più bistrattate nei ricordi di viaggio è quella del postiglione, personaggio equivoco ma indispensabile almeno fino a quando, in pieno Ottocento, viene introdotto l'uso dei freni a martinicca sulle ruote posteriori.
Solo allora il ruolo del giovane postiglione che cavalcava uno dei cavalli del traino alla barra cominciò a essere sostituito con quello del cocchiere, che guidava la pariglia e controllava la vettura dall'alto della serpa.
Si trattava di un individuo alquanto detestato, le cui caratteristiche ricorrenti sembravano essere insolenza e tracotanza, e non solo in Italia ma in tutta l'Europa.
Possedeva una sua "divisa", con pantaloni aderenti di cuoio e stivaloni alla scudiera, una redingote piuttosto attillata e un cappello che calcava sui lunghi capelli, raccolti in un codino dondolante.
Una delle sue abitudini più condannate è quella di esigere continuamente supplementi esosi rispetto ai prezzi pattuiti.
Ne deriva un ritratto che lo disegna sempre avido, imbroglione e arrogante.


 

Il Corriere

 

IL CORRIERE
Per i proprietari di carrozza, un'altra figura indispensabile è quella del corriere.
Il suo compito era quello di "correre in avanti" provvedendo ad ogni nuova stazione di posta a far bardare i cavalli e prepararli così che non si perdesse tempo nei cambi.
Un buon corriere era colui che saldava i conti del proprio padrone sollevandolo dalle mediocri incombenze dei cambi e delle trattative in lingue non familiari, conosceva l'offerta della città e sapeva procurare una locanda degna del rango del suo padrone, era edotto sui monumenti da visitare e sulle operazioni necessarie per aggirare divieti o orari di apertura proibitivi; era a giorno delle principali novità così che sapeva condurre le signore a fare acquisti regolando i prezzi in maniera vantaggiosa.
In tempi in cui non esistevano le guide cartacee il corriere, insomma, «faceva da baedeker privato in grado di intuire tutto quello che al cliente avrebbe fatto piacere vedere»


 

Il Vetturino

 

IL VETTURINO
Per coloro che noleggiavano carrozza e conducente, bisognava trattare con il vetturino.
Se, come si è visto, si levavano alte voci di protesta contro l'esosità della categoria, il suo ruolo si distingueva però da quello degli altri attori dell'organizzazione del viaggio per l'alta percentuale di rischio personale che investiva nel suo mestiere.
Era, in effetti, un piccolo imprenditore cui si riconosceva professionalità e audacia.
Come il viaggiatore Cobbett (1821), grande estimatore del viaggio a noleggio, ci ricorda: «quella del vetturino è un'attività che richiede grande spirito di iniziativa, il che vuol dire essere pronto in ogni momento a percorrere qualsiasi distanza e a dirigersi verso qualsiasi meta.
Corre seri e continui rischi, infatti se capita un'improvvisa azzoppatura o la morte di un cavallo quando è lontano da casa, può assistere alla rovina della propria attività, specie se non ha un capitale per ricominciare da capo»



Bibliografia e Note

*) All'epoca del viaggio era Granduca di Toscana con il nome di Pietro,
    Leopoldo II d'Asburgo-Lorena (Vienna 1747 - 1792)

Tratto da: “Itinerario da Bologna a Napoli di Gaetano Prestanti”

Cenni di Brilli, da: “Postiglioni, corrieri, vetturini”

Disegni ed incisioni dal vero dell'Architetto Luigi Rossini (1839)
- - (le tavole disegnate 80 anni dopo sono state inserite per abbellire la pagina) - -

Disegni dal Notiziario: “Gruppo Italiano Attacchi

CAMBIAGI Gaetano - Nato circa nel 1723, svolse tutta la sua attività di editore e letterato a Firenze. La protezione del marchese Andrea Alamanni, gli valse l'impiego di custode della Biblioteca Magliabechiana aperta al pubblico nel 1746, e il prefetto, Giovanni Targioni Tozzetti nel 1752, gli fece ottenere analogo impiego nella Biblioteca Marucelliana; questo secondo incarico lo sostituirà il figlio Gaspero nel 1771.
Il Cambiagi morì a Firenze il 16 agosto 1795.